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Ema: una ballerina gangster

Ema copertina
Ema copertina

Chi con “Ema” si aspetta la tipica storia di una ballerina che cerca di sfondare nel mondo dello spettacolo, si ritroverà disorientato di fronte a questo suntuoso e moderno dramma cileno.

Ema, un ritratto di donna complicato ed ipnotico

Il mondo dello spettacolo è spesso rappresentato con durezza al cinema. Si tende infatti a mettere l’accento sull’esigenza di alti livelli di performance e sulla competizione feroce tra artisti. La maggior parte dei film che si svolgono in questo ambiente presenta la sofferenza ma anche la liricità della battaglia per il raggiungimento dell’estasi attraverso l’arte.

Questi elementi tipici della narrazione sulla danza sono però offuscati dalla folgorante personalità della protagonista di “Ema”. 

I ritratti di donne forti non sono una novità per il regista Pablo Larraín che si è fatto conoscere al grande pubblico attraverso il suo film “Jackie” con Natalie Portman, nominato per 3 Oscar. Ema è la sua ultima creazione, presentata con successo l’anno scorso al Festival di Venezia e in uscita a Settembre in Italia.

Il vero fuoco della narrazione è Ema: una ballerina, ma anche una donna e una madre in cerca di se stessa.

Il vero fuoco della narrazione è Ema: una ballerina, ma anche una donna e una madre in cerca di se stessa.

Interpretata da Mariana di Girolamo, Ema è una ballerina nella compagnia di danza sperimentale del marito, il coreografo Gastón (Gael García Bernal). Nonostante il suo innegabile talento, Ema è soprattutto anche una donna e una madre in cerca di se stessa. 

Un argomento scomodo: le adozioni fallite

Un elemento quasi unico del film “Ema” è l’approccio di un argomento molto scomodo: le adozioni fallite. Un tema che sta a cuore al regista Pablo Larraín, che dichiara di volerne parlare per denunciare un problema, per quanto possa sembrare impossibile, piuttosto comune in Cile.

Nell’impossibilità di concepire, Ema e suo marito Gastón adottano infatti un bambino a cui però, in seguito ad un evento scioccante, decidono di rinunciare

Attraverso la danza e storie d’amore ad alternanza emotiva, Ema prova a convincersi di aver preso la decisione giusta. Qualcosa in lei però urla il suo bisogno di combattere per continuare ad essere madre del piccolo Polo, già tornato in istituto. Per questo decide di mettere in atto un piano per ricongiungere la sua famiglia.

Una famiglia al passo, di danza

Il regista sceglie di descrivere le emozioni dei suoi personaggi attraverso la danza. Non è casuale quindi la scelta della musica reggaeton

Il reggaeton è infatti un tipo di musica moderno e giovanile che descrive perfettamente i ritmi di vita famigliare di Ema, Gastón, del piccolo Polo e dei loro partner occasionali. Una famiglia moderna insomma, con le sue manchevolezze ma anche la sua forza

La musica del musicista Nicolas Jaar accompagna i personaggi in una danza ipnotica in equilibrio tra voglia di normalità e bisogno di libertà e di evasione.  

Mariana di Girolamo dice del suo personaggio Ema

Una piccola curiosità è che, nonostante la danza e la musica siano essenziali nella narrazione di “Ema”, l’attrice Mariana di Girolamo ha dovuto prendere lezioni di danza per interpretare il suo personaggio. 

Di certo non è la prima volta che un’attrice ha dovuto formarsi per calarsi in un certo ruolo. Osservando però come Mariana si muove sinuosamente a ritmo di reggaeton, non si può che essere affascinati dalla sua ipnotica bravura.

Anche il carattere del suo personaggio sembra piacere a Mariana di Girolamo. La forza di Ema e la sua voglia di libertà sono infatti una fonte di ispirazione per l’attrice.

Ema "Ha un lanciafiamme e sa come usarlo!"

Ema “Ha un lanciafiamme e sa come usarlo!” dichiara l’attrice Mariana di Girolamo.

Ema non è un manifesto 

Il regista dichiari che “Ema” non deve essere preso come un manifesto in difesa della famiglia omoparentale. Di certo è coraggioso però a riprendere questa tematica. Se Ema non ha l’ambizione di porsi come esempio, rispecchia però tutta una generazione moderna di genitori insicuri. 

 

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