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A un Metro da Te: l’amore oltre la malattia

A un metro da te
Una scena di A un metro da te

A un Metro da Te è un film del 2019 diretto da Justin Baldoni, che tratta il delicato tema della fibrosi cistica attraverso una storia d’amore.

A un Metro da Te: la trama

Stella Grant (Haley Lu Richardson) è ricoverata in ospedale perché affetta da fibrosi cistica. La ragazza da tempo è in attesa di un trapianto di polmoni per aumentare le sue speranze di sopravvivenza.  Lei utilizza attivamente i social media sopratutto per far conoscere agli altri la sua malattia, aggiorna costantemente il suo vlog nella speranza che altri pazienti possano seguire il suo esempio. Scopriamo così molte cose di lei e su come sta affrontando la malattia, ha anche molte amiche che le tengono compagnia. Socievole e solare fa amicizia poi con Poe (Moisés Arias), un ragazzo affetto dalla sua stessa malattia.

A un metro da te

Haley Lu Richardson nei panni di Stella Grant

Un giorno Stella conosce un altro ragazzo, che sta sperimentando una terapia alternativa, Will Newman (Cole Sprouse). Will è affetto da una forma di fibrosi grave e sa di non avere molte speranze di vita. Stella decide di aiutarlo nel suo percorso curativo per dargli speranza e supporto morale, seguendolo nelle cure mediche. I due ragazzi cominciano così a conoscersi e sentono il desiderio di passare sempre più tempo assieme, anche Will ha una nuova spinta vitale nell’affrontare la malattia.

Ma la fibrosi cistica impone che i pazienti debbano stare almeno a due metri di distanza, per ridurre il rischio di infezioni crociate, date dallo scambio di batteri tra pazienti aventi la stessa malattia.

I due ragazzi si innamorano, ma il peso della malattia grava sempre più su di loro, sopratutto per quanto riguarda i limiti fisici a cui sono costretti. Impareranno così che le possibilità di stare vicini sono infinite e, anche senza sfiorarsi, possono amarsi.

Ma quando Will scopre che la terapia non sta dando i risultati sperati decide di allontanarsi da Stella nella speranza che non soffra troppo per la sua morte.

La critica al film

Il film è stato elogiato sopratutto per l’interpretazione di Haley Lu Richardson che ha saputo creare un personaggio credibile in grado di coinvolgere lo spettatore.

Per quanto riguarda l’accoglienza del film per chi la fibrosi cistica la vive o ne è a stretto contatto è stata comunque positiva. Sopratutto per la capacità di sensibilizzare il pubblico su questa particolare malattia. Infatti il film è sicuramente molto scrupoloso nel raccontare la realtà medica e la vita di un malato di fibrosi nella sua quotidianità, ponendo l’attenzione sulle numerose cure che si devono affrontare.

A un metro da te

Una scena del film A un Metro da Te con Haley Lu Richardson e Cole Sprouse

Ma la storia sembra rimanere ancorata ai cliché, delle tipiche trame per ragazzi, troppo impregnate di sentimentalismo. Il film infatti ricorda molto altre pellicole che hanno tentato nell’impresa di raccontare di storie di amore e malattia tra ragazzi: Colpa delle Stelle, Quel Fantastico Peggior Anno della Mia Vita o Noi Siamo Tutto sono solo alcuni titoli recenti.

La scelta promozionale

Sicuramente inadatta la campagna promozionale realizzata su Instagram. Degli influencer hanno ricevuto il compito di pubblicizzare il film parlando dell’amore a distanza. Un tema fuorviante e fuori luogo sopratutto se si pensa che la fibrosi cistica è una malattia mortale. In seguito alle folte critiche la campagna pubblicitaria è stata interrotta e la casa di produzione si è pubblicamente scusata.

Il film è poi diventato anche un romanzo per giovani adulti intitolato “Five Feet Apart”, scritto da Rachael Lippincott insieme ai due sceneggiatori del film.

Stella: Faremo la terapia insieme, così so che la stai seguendo veramente!
Will: Sempre in cerca di un modo per passare più tempo con me, eh Stella!

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