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Il Signor Diavolo, l’horror di Pupi Avati

Il Signor Diavolo
Il Signor Diavolo

Il Signor Diavolo è l’horror italiano firmato Pupi Avati che uscirà al cinema il prossimo 22 Agosto.

Avati ci trascina in un horror purissimo, sanguinolento, diabolico e malefico che ci fa saltare sulla sedia e rizzare i capelli sulla nuca sin dall’incipit.

L’horror di Pupi Avati

Lo scorso anno è stato un anno molto importante per Pupi Avati: i suoi ottanta anni corrisposero ai 50 anni di carriera e nonostante l’avanzare dell’età è più attivo che mai. Infatti, lo scorso anno, mentre dirigeva il Torino Film Festival, usciva anche il suo ultimo libro: “Il Signor Diavolo. Romanzo del gotico maggiore”.

Il Signor Diavolo

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Da cui, ovviamente, trae ispirazione l’omonimo film, diretto da lui stesso. La carriera di Avati è stata sempre strettamente legata all’horror italiano, anzi all’horror padano, per la precisione. Inizia con un horror un po’ più soft, con i suoi due primissimi film: Balsamus, l’uomo di Satana e Thomas e gli indemoniati. La sua carriera nell’horror trova finalmente il giusto slancio con La casa delle finestre che ridono, lanciando non solo la sua vita professionale, ma l’intero horror italiano.

A seguire ci sono titoli quali Zeder, L’Arcano incantatore e il Nascondiglio, portando, infine, l’horror anche sul piccolo schermo, con la mini serie tv del 1995, Voci Notturne.

La trama de Il Signor Diavolo

Il Signor Diavolo prende vita negli anni che vanno dal 1947 al 1952 e le vicende si svolgono tra Roma e Venezia. All’epoca in Italia si va affermando la Democrazia Cristiana e il Veneto è una delle regioni più cattoliche di tutte. Qui le superstizioni sono dure a morire, ma forse c’è qualcosa di vero e terrificante che si nasconde dietro la cortina di fobie e religione.

Il Signor Diavolo

Il Signor Diavolo

Il film tratto dall’omonimo romanzo si svolge esattamente nell’autunno del 1952, in questo terreno fertile a metà tra religione e superstizione. Ci ritroviamo a dover affrontare l’omicidio di un ragazzo di 14 anni, considerato indemoniato. Furio Momentè si reca a Venezia per indagare sul caso. Nel frattempo Carlo, un quattordicenne vive sereno accanto all’amico Paolino. Ma Carlo è l’omicida del ragazzo e presto si ritroverà ad affrontare qualcosa di terrificante.

Nelle vite dei due ragazzi arriva Emilio, un coetaneo deforme figlio di una possedente terrena. Si racconta che Emilio abbia sbranato a morsi la sorellina neonata. Le cose iniziano a farsi terrificanti dopo che un giorno, in fila per la comunione, in chiesa, Emilio spintona Paolino che, inavvertitamente, fa cadere l’ostia calpestandola.

Sarà l’inizio di una serie di eventi che ci faranno saltare sulla sedia e ci terranno svegli la notte.

Ambientazione

L’ambientazione è perfetta. l’Italia di metà ‘900 è terreno fertile per credenze popolari e superstizioni legate alla religione cattolica che sfociano in un horror macabro e terrificante. Avati crea la giusta ambientazione per tenerci incollati allo schermo con inquietudine e fascino nero. Quel fascino che ci fa credere che tutti i mali del mondo non sono affatto da attribuire ad un ipotetico demonio, ma il Signor Diavolo si nasconde nella recondita natura umana, pronto a scatenarsi in tutta la sua potenza.

Il Signor Diavolo

Il Signor Diavolo

“Nella cultura contadina il diverso, il deforme vengono associati al demonio”.

Il film, alla fine, non richiede particolari effetti speciali, anche se questi sono presenti e curati da Sergio Stivaletti. Ciò che lo rende davvero terrificante è tutto il contesto, è quello che non si vede e si cela nel buio dell’animo umano.

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