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Un lungo viaggio nella notte

Un lungo viaggio nella notte
Un lungo viaggio nella notte

Un lungo viaggio nella notte è il prossimo film del regista cinese Gan Bi in uscita in Italia, Corona permettendo, a fine Luglio 2020. Il titolo evocativo ci trasporta direttamente in un’atmosfera da sogno, propria del registra.

Un’ambientazione dantesca

Il regista Gan Bi aveva già dimostrato le sue capacità di narratore del subconscio nel suo film di debutto Kaili Blues, vincitore del Premio per il miglior regista emergente al Festival di Locarno nel 2015.

Un lungo viaggio nella notte è ugualmente ambientato nella città natale del regista, Kaili, ma non nella sua versione odierna, bensì nella versione onirica che rispecchia i ricordi della sua infanzia

Un racconto frammentato

Luo Hongwu, il protagonista principale, torna a Kaili dopo 12 anni e si ritrova faccia a faccia con i fantasmi, veri o presunti, del suo passato.  

Presto lo spettatore si rende conto però, che piuttosto che avere una vera e propria trama, Un lungo viaggio nella notte ha come scopo principale quello di trasportarci nel subconscio del protagonista.  

I ricordi si mescolano all’immaginazione e diventano il tema principale del film. Il regista svela infatti che la sua tecnica narrativa si basa per l’appunto sulla distruzione della narrazione creata al momento della stesura del copione:

“Una volta che ho finito di scrivere, inizia il mio vero lavoro: interrompere la sceneggiatura, spezzettarla e tralasciare molto di più di quanto non si faccia nelle sceneggiature tradizionali. Durante le riprese, quel processo si ripete e altri elementi scompaiono. Nel modificarla di nuovo, cerco infatti solo una linea emotiva, mentre la trama non ha più importanza.”

Dramma e sensualità

L’ambientazione noir e onirica in cui si muove il personaggio è agitata dalla presenza di due altri personaggi: il suo amico d’infanzia, Wildcat, la cui morte è velata di mistero e la ex-fidanzata del protagonista, la sensuale Tang Wei.

L’intensità del racconto si rispecchia molto nella forza dei personaggi non principali come per l’appunto Tang Wei che, nel suo suntuoso vestito verde, è una presenza ancora più vivida di quella che probabilmente non fosse stata nella vita del protagonista.

Sfuggente e sensuale, la ex-fidanzata Tang Wei popola il subconscio disturbato del protagonista.

Attraverso il suo personaggio, si snodano infatti le diverse eroine che hanno sfilato nella vita di Luo, tra cui addirittura anche sua madre. Tang Wei è quindi la personificazione delle donne della sua vita, sfuggenti e sensuali.

La sorpresa degli occhialini 3D

Quando durante il Festival di Cannes, dove il film è stato presentato, gli spettatori si sono visti consegnare degli occhialini 3D prima della visione di Un lungo viaggio nella notte, moltissimi hanno pensato ad un disguido.

Invece non si trattava per niente di un errore. Il regista cinese Gan Bi ha infatti deciso di adottare la tecnica 3D per mostrare il mondo onirico del protagonista in un lungometraggio di circa 40 minuti che è costato più di un anno di riprese.

Sebbene si possa restare spiazzati dal subitaneo cambio di visione, la tecnica 3D fa onore alla rappresentazione del subconscio di Lu e anche all’audacia del regista.

Malinconico e sognatore

Questo promettente regista autodidatta ha già mostrato di avere le carte in mano per realizzare il proprio sogno di mettere prossimamente in scena un romanzo. Quale sia il romanzo prescelto non è ancora stato comunicato ma, come dichiara il regista: “Dopo aver svelato tutti i miei segreti, è arrivato il momento di svelare quelli degli altri”.

 

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