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Elvis di Baz Luhrmann

elvis film 2022

Sta per uscire nelle sale Elvis, il bio-docu-film dedicato al Re della musica pop d’altri tempi. Cosa vedremo? Un’insieme di belle canzoni, ottime interpretazioni e immagini da lacrime. Vediamo qui la recensione del film.

Elvis: il Re!

Presentato alla 75esima edizione del Festival di Cannes, il bio-docu-film Elvis sta per uscire nelle sale cinematografiche di tutto il mondo e sembra essere una pellicola da lacrime.

“Un’orgia visiva” così è stato definito il film diretto da Baz Luhrmann, regista anche di grandi altri titoli come Romeo + Juliet, Mulin Rouge e The Great Gatsby. Forse, visti i precedenti, potevamo aspettarcelo, quello che è certo è che in molti amano il Re e che i cinema saranno molto probabilmente pieni.

Nei primi venti minuti c’è tutto

Più o meno. Quello che è stato detto è che nei primi venti minuti di film si capisce già la filosofia narrativa del regista. Si capisce insomma cosa vedremo: un circo musicale coadiuvato da un montaggio ricco di effetti speciali in un technicolor da urlo.

elvis austin butler

Austin Butler, protagonista di Elvis. Il giovanissimo attore si mette in mostra dopo il suo primo ruolo in C’era una volta… in America di Quentin Tarantino.

Questa cosa la si capisce anche dal trailer, quindi se avete voglia di vedere un film musicale dedicato al mitico Elvis Presley, in cui gli interpreti sono davvero di spessore, questo è il film per il vostro weekend.

Ricordate però una cosa: come ogni film di Luhrmann, quello che vedrete è un film complesso e di livello, perciò, se non siete pronti ad un rollercoaster di inquadrature ed emozioni continue, forse potete rimandare la visione, ma ve lo sconsigliamo perché questo sembra proprio essere un film da vedersi al cinema anziché home video.

La forza di Elvis

Il punto di forza del film è la storia del mito. La cosa bella è che si riesce a capire bene com’è nato il Re e com’è stata complessa la sua vita.

Un montaggio serrato, intimo. Minuto per minuto si entra mano mano nell’anima dell’artista e dell’uomo e capiamo perché ha fatto la storia.

Non deve essere stato facile riassumere in sole due ore la vita di Elvis. Nonostante il cantante sia morto giovane ha vissuto ogni minuto della sua vita con estrema passione, una passione per la musica, le persone, la vita, che lo hanno consumato presto.

elvis e il colonnello

Riassumere la vita di Elvis in sole due ore non deve essere stato facile. Qui Tom Hanks e il giovane Butler in una scena del film.

Luhrmann ripercorre in toto un’esistenza di spessore, vissuta con morbosità dalle stelle alle stalle. Grande protagonista insieme ad Austin Butler che interpreta il Re è anche la musica e il periodo storico in cui il Re ha vissuto.

Cosa vedremo quindi della grande rockstar? Disordine, anarchia, bellezza e tanta brillantina in un tripudio di immagini coloratissime che al tempo stesso rimandano tristezza. Un personaggio poliedrico e rivoluzionario: Elvis infatti ha anche rotto tantissimi tabù creando i precedenti che poi hanno fatto un’era.

Tom Hanks: voce narrante

Concludiamo con una critica (positiva) alla voce narrante di Tom Hanks, che interpreta il Colonnello Parker, ovvero colui che ha creato il mito di Elvis (e lo ha poi anche distrutto).

Un antagonista silenzioso che ha dato al Re fama e successo, ma lo ha anche spinto verso il baratro quando si è accorto che era troppo anticonformista per l’epoca.

Tornando a Tom Hanks, non possiamo che definirlo perfetto nei panni del temibile impresario. Ottima controparte al giovanissimo e freschissimo Butler che già avevamo potuto notare in C’era una volta… a Hollywood di Quentin Tarantino.

In conclusione, un bellissimo Blockbuster che non vediamo l’ora di goderci in sala con pop corn e bibita al seguito, pensando di essere seduti nella nostra decappottabile in un drive-in stile anni ’50 – ’60.

Forse sarà il più glamour dei film in uscita quest’anno e forse, dopo Walk the Line sarà anche la prima pellicola dedicata ad un grande della musica mondiale che ha fatto la storia. Lo vedremo agli Oscar del prossimo anno? Secondo noi, si.


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