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Dafne, non un semplice film sulla sindrome di down

Dafne
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Dafne è una giovane donna come tante altre: ha trentacinque anni, un lavoro che le piace, amici, colleghi e la sindrome di down.

Dafne è uscito al cinema il 21 Marzo del 2019, diretto da Federico Bondi e distribuito da Cinecittà Luce, e ci porta nel difficile e incredibile mondo di una ragazza che si ritrova ad affrontare una delle più grandi avversità della vita: il lutto.

La nascita del film

Prima ancora di conoscere la storia e le vicende che si susseguiranno sullo schermo e che ci porteranno nel mondo di Dafne è davvero interessante sapere come è nata l’idea del film, direttamente dalle parole del regista, Federico Bondi.

Un giorno, qualche anno fa, vidi alla fermata dell’autobus un padre anziano e una figlia con la sindrome di Down che si tenevano per mano. Fermi, in piedi, tra il via vai di macchine e passanti mi apparvero come degli eroi, due sopravvissuti. DAFNE nasce da questa immagine-emozione, la scintilla che mi ha spinto ad approfondire. Sono entrato con curiosità in un mondo che non conoscevo, finché ho avuto la fortuna di incontrare Carolina Raspanti, con cui è nata un’amicizia fondamentale non solo per il film ma anche per la mia vita”.

Dafne

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Carolina Raspanti è Dafne

Proprio Carolina è stata fondamentale per la realizzazione del film e la sua presenza sul set ha cambiato la vita di tutti i presenti.

Carolina è Dafne e la sua vitalità, la serenità e l’ironia con cui affronta la vita è un esempio per tutti. La sua diversità, la propria condizione di vita, non è qualcosa da subire passivamente e con cui lottare, ma qualcosa da accogliere e abbracciare per poter davvero vivere a pieno.

Dafne

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“La sindrome di Down non è una malattia, è una condizione genetica che accompagna per tutta la vita le persone nate con un cromosoma in più. Tuttavia, non esiste una persona Down uguale a un’altra, proprio come non c’è una persona normodotata uguale a un’altra.”

Anche se Carolina interpreta Dafne lei non ha mai letto una sola riga del copione. Non è stata lei ad adattarsi il film, ma il film a piegarsi ed evolversi a seconda di ciò che voleva lei.

Tutto ciò è stato fondamentale, mondo più importante della trama stessa. Perché Dafne non è solamente un film sulla sindrome di Down ma una piccola porta aperta sul cuore e sulla vita di Carolina. Una storia raccontata dal punto di vista della protagonista.

La trama

Come dicevamo all’inizio Dafne ha trentacinque anni, ha un lavoro che le piace, ha amici e colleghi che le vogliono bene e vive con mamma Maria e papà Luigi. Ma il suo piccolo mondo perfetto è destinato a crollare, quando mamma Maria muore e lei si ritrova non solo a dover affrontare il lutto ma anche la conseguente depressione del papà.

Dafne

Dafne

Ma fortunatamente Dafne è circondata da persone che le vogliono bene e, grazie a loro, trova la forza di reagire, di rialzarsi e di badare a sé stessa e a papà Luigi.

Nel suo tentativo di scuoterlo dal torpore nel quale la depressione lo ha fatto precipitare Dafne intraprende insieme al padre un cammino in montagna, verso il paese natale di Maria. Il viaggio a ritroso nella vita della mamma è un tentativo di guardare al futuro. Ma il viaggio diverrà in realtà un modo per riscoprirsi, di nuovo insieme padre e figlia.

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