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Lockdown all’italiana, tra critica e comicità

Lockdown all'italiana
Lockdown all'italiana

La commedia italiana ritorna sul grande schermo e lo fa in perfetto stile 2020. Per sdrammatizzare quel che è successo la scorsa primavera e per esorcizzare quel che verrà. Cosa è successo all’interno delle case italiane durante il lockdown di marzo? In Lockdown all’italiana vivremo la storia di due coppie sull’orlo del divorzio che si ritrovano chiuse sotto lo stesso tetto.

Enrico Vanzina alla regia

Lockdown all’italiana è il film di esordio per Enrico Vanzina alla regia, dopo la morte del fratello Carlo. Dopo anni, durante i quali hanno lavorato fianco a fianco Carlo come regista ed Enrico come sceneggiatore, Enrico si ritrova da solo a vestire i panni del regista.

Lockdown all'italiana

Lockdown all’italiana, il cast

E lo fa con il primo film comico, satiro, quella commedia italiana che spesso è male accolta dalla critica ma che, comunque, dopo anni continua a far ridere.

“Chiunque, durante il lockdown, ha pensato almeno una volta alla situazione paradossale in cui devono essersi trovati gli amanti impossibilitati ad uscire di casa per i loro incontri clandestini, ed Enrico Vanzina, che ha sempre fatto del tradimento coniugale uno spunto comico, mette il dito nella piaga in una situazione che ha reso il tutto più farsesco”.

C’è chi trova questo tipo di comicità di cattivo gusto, soprattutto la critica cinematografica più spietata, eppure non mancheranno le scene in grado di strappare un sorriso.

La trama di Lockdown all’italiana

8 Marzo 2020, la pandemia ha ormai colpito tutta l’Italia e l’unica soluzione sembra essere quella di ricorrere alle più drastiche delle misure: che la quarantena abbia inizio.

Ci troviamo a Roma, dove la borghese Mariella ha appena scoperto che il marito, l’avvocato Giovanni, la tradisce con Tamara. Tamara, di tutt’altra estrazione sociale, una borgatara (come la definiscono), molto più giovane di Mariella, fa la cassiera al supermercato.

Nel frattempo anche a casa di Tamara le cose non vanno molto bene. Il marito Walter, tassista, scopre anch’egli il tradimento della moglie.

Tamara e Giovanni sono, quindi, pronti ad abbandonare il tetto coniugale, ma proprio in quel momento scoppia la quarantena e le due coppie sono costrette a trascorrere insieme tutto il tempo del lockdown.

Finzione e realtà

Quella raccontata da Vanzina potrebbe essere uno scenario, in realtà, molto più che plausibile. E non c’è niente di male nello sdrammatizzare eventi negativi portati alla loro ennesima potenza. E i Vanzina sono sempre stati bravi a fotografare questo stereotipo di famiglia italiana “scoppiata”.

Lockdown all'italiana

Ezio Greggio è Giovanni, in Lockdown all’italiana

E anche la fotografia dell’italiana in lockdown, di tutte le nuove abitudini (giuste o sbagliate) che si sono venute a creare, alla fine altro non è che un po’ di ironia su un’amara realtà.

In Lockdown all’italiana, però, abbiamo un surplus di informazioni, di tutte quelle cose che sono successe durante la quarantena e che sono già state raccontate e ironizzate sui social, ad esempio.

Come la spesa contingentata, lo smart working, le multe, le videochiamate e le videoconferenze. Ma anche il cane (finto) da portare a passeggio, la bandiera italiana appesa al balcone, l’andrà tutto bene, le strade deserte.

Le citazioni in Lockdown all’italiana

Vanzina mette un po’ di tutto dentro il calderone di Lockdown all’italiana. Il regista cita Sordi e Gassman, ma rimanendo ai margini della peggiore e più dissacrante commedia italiana.

Cita poi Sapori di Mare e trova poi un attimo per fermarsi a riflettere su quella che è la realtà dei fatti. In una scena l’avvocato Persichetti chiede a Walter: “Lei non hai paura?”, riportando per un momento tutti con i piedi per terra, alla realtà dei fatti.

La critica è alquanto sconcertata in merito al film. In molti trovano dissacrante e decisamente di cattivo gusto rilasciare un film del genere ironizzando su una pandemia che, tra l’altro, è ancora in corso. Ma alla fine la commedia italiana è così, volutamente ironica, esorcizzando quella che è la realtà, che non sempre è tutta rosa e fiori.

 

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